gesù... era così tanto tempo che nn scrivevo qua che mi sono scordata come vi si accedeva. noto che l'esigenza di scrivere per fermare i pensieri o riflettere sulla vita che scorre, appare quando il tono è giù.
Oggi, chè nn ho voglia di crogiolarmi nel nero, vorrei trovare la formula per trovare il buon umore.
la mia vita professionale e quella del mio coniuge è in mezzo alla tempesta, ma facciamo i duri e giriamo indifferenti per concessionarie con una voglia matta di imbarcarci in ratealizzazioni pluriennali.
La mia migliore amica ha il cuore spezzato a causa di un impudente ragazzino pugliese che nn si è mai nemmeno degnato di delizziarci con delle mozzarelle di bufala dei paesi suoi.
Milano, nonostante il sole, sollazza i suoi cittadini con temperature di fino inverno...
Splinder mi ha cambiato il template in modo autonomo. l'umore è sotto i tacchi. e non c'è niente di divertente da raccontare.
Massimo del Minimo
stamattiana mentre faccio colazione in sottoveste di seta color avorio e felpa stendo il bucato. Poi, tra un crackers con la marmellata di arancie e una sorsata di the, raccolgo dell'altro bucato sporco da terra.
Rimugino sulle cose dette - anzi non dette- ieri sera.
Pretratto in modo impeccabile il lungo orlo della gonna bianca e l'incavo della scalfitura per le braccia del top. Cerco - senza trovarla - un' etichetta con le indicazioni di lavaggio con la serenità di sapere che se anche sbagliassi avrei poco da perdere questa volta.
Seleziono i gradi e programmo l'orario di avvio della lavatrice. Infilo il mio abito da sposa nel cestello e vado a lavarmi i denti.
Paradossi:
ieri sera sono tornata a casa in auto e ci ho messo meno tempo rispetto a quello che impiego normalmente usando i mezzi. Erano le 18.45 e la viabilità era scorrevole
L.P. si lascia sfuggire un bocconcino come M.S. per che apparentemente preferisce passare il suo tempo con tre transessuali.
Posso continuare a far finta di niente è.
Posso cmq sempre notare che i jeans e gli altri pantaloni mi sono sempre abbondanti.lo vedo, è! E poi la gonna che ho comprato sabato è una M (vabbè è vero è di maglia, non vale).Non dico di no. Ma non è quello il punto. e poi non sono così tanti. 3. belli spalmati su un metro e settanta. Sono probabilmente ben distribuiti. Viso e tette sicuramente ne hanno guadagnato. E non è nemmeno vedere la scritta più tre punto 2 sulla bilancia. No no.
E’ quell’immagine nello specchio che mi dà fastidio. È il non poter più sentire quella sensazione che mi indispone. Solo tre volte nella vita (il quart’anno del liceo, nel duemila – quando ho iniziato a lavorare- e poi l’inverno e la primavera del 2005); dicevo solo tre volte nella vita mi è piaciuto ciò che vedevo. Sono tre volte, per una manciata di mesi mi sono sentita sicura. E adesso è sentirmi a disagio se rimango in mutande e maglietta e sapere che quello che vede M a me non piace.
E’ sentirmi insicura tra le persone.
Che caz.zate è!?
E’ la cosa peggiore è che so cosa devo fare. Ma è che sono molla e non ho voglia di fare sacrifici.